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Responsive environments L'approfondimento sui robot e il loro apporto all'architettura contemporanez, ci ha portato a prendere in considerazione le teorie di Patrik Schumacher (http://www.patrikschumacher.com/). In particolare all'interno del Symposium dal titolo "Becoming architect in the XXI century" tenutosi a Roma dal 20 al 22 gennaio 2005, Schumacher ha potuto presentare una serie di realizzazioni prodotte all'interno della sua scuola, l'Architectural Association di Londra. Questa è stata l'occasione per introdurre ancora una volta al grande pubblico la linea direttiva progettuale seguita all'interno dell'AA : il Responsive Environments ( letteralmente, sensibile al contesto) concetto legato ei behaviural patterns (modelli comportamentali). Il responsive environments tratta uno spazio che si adatta cineticamente: gli spazi architettonici diventeranno responsive e saranno animati mediante capacità cinetiche intelligenti. Ciascuno spazio avrà una serie di sensori, grazie ai quali gli occupational patterns potranno esser registrati nello spazio e restituiti alle strutture reattive intelligenti. Ciò può funzionare in una moltitudine di gamme e livelli. In particolare spunti di riflessione hanno dato alcuni ragionamenti svolti sugli aeroporti: un settore che accoglie molteplici servizi, che potranno migliorare grazie a nuove capacità comportamentali di ciò che li circonda. Si stanno comunque facendo studi sulla possibilità che il responsive interaction lasci tracce: sviluppare un oggetto, mutare un oggetto, permettendo all'oggetto di evolversi e di raccogliere esperienze. Non è un universo di tipo Newtoniano con sistemi ciclici e stabili, ma un universo di tipo Darwiniano, caratterizzato da processi di mutazione, selezione, riproduzione, sviluppo ed evoluzione.
Alcuni dei lavori prodotti dagli studenti dell'AA sono stati mostrati in Latent utopias (http://latentutopias.steirischerbst.at/) , mostra svoltasi a Graz tra il 26-10 e il 4-11 2002. Tra gli interventi elettronicamente interattivi infatti c'è stata la presentazione di prototipi nati dalla collaborazione tra il Design Research Lab dell'Architectural Association e il produttore di componenti automatizzati Festo. Questi rudimentali robot architettonici, che segnano lo stato attuale del programma di ricerca triennale dell'AADRL sui Responsive Environments, si spingono nel campo della cinetica articolando un codice di risposte formali-spaziali agli impulsi diretti forniti dal pubblico.
Lo sviluppo e il proseguimento di questo tipo di sperimentazioni è garantito anche dall'introduzione di nuovi software di animazione: 3ds Max e Maya, programmi inizialmente rivolti all'industria cinematografica, permettono di progettare e generare scenari interattivi e che si autorganizzano. |
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